∼ La bioimpedenziometria e l’importanza di conoscere la composizione corporea

La bioimpedenziometria (BIA) è un esame rapido e non invasivo che permette di analizzare la composizione corporea di un soggetto, l’idratazione e lo stato di nutrizione. In particolare,  la BIA misura l’acqua corporea e la massa cellulare e da questi valori stima, per differenza, la massa grassa.

L’esame viene eseguito in posizione orizzontale (è infatti da sdraiati che abbiamo una corretta distribuzione dell’acqua corporea) tramite l’applicazione di 4 elettrodi, due sulla mano e due sul piede. Il bioimpedenziometro determina il passaggio di una corrente elettrica non percettibile e registra i dati elettrici di resistenza e reattanza, calcolando l’impedenza dei tessuti attraversati.

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La bioimpedenziometria si basa sull’analisi tricompartimentale ed è di natura quantitativa e qualitativa. Il corpo viene suddiviso in tre compartimenti: la massa grassa e la massa magra, a sua volta suddivisa in massa extracellulare e massa intracellulare.

I valori misurati e stimati durante l’esame sono:

  • Acqua corporea totale (TBW, Total Body Water)

Quantità di acqua presente nel corpo. Valori ridotti sono indice di disidratazione, mentre valori aumentati sono segni di iperidratazione, ovvero di un accumulo di liquidi oltre il valore fisiologico normale.

L’acqua corporea totale si divide in acqua intracellulare ed extracellulare. L’acqua intracellulare (ICW, IntraCellular Water) dovrebbe rappresentare circa il 57-60% dell’acqua totale; l’acqua extracellulare (ECW, ExtraCellular Water) invece dovrebbe essere il 40-43%. Un alterato rapporto tra acqua intracellulare ed extracellulare, con maggiore presenza di acqua fuori dalla cellula, può essere indice di varie condizioni come infiammazione cronica, ritenzione idrica, ridotta massa muscolare, alterazioni ormonali e catabolsimo.

  • Massa magra (FFM, Fat Free Mass)

La massa magra è la componente del corpo priva di grasso. E’ composta dalla massa cellulare (BCM, Body Cell Mass) e dalla massa extracellulare (ECM, ExtraCellular Mass).

La BCM è un valore molto importante, in quanto è la componente corporea metabolicamente attiva. In poche parole è la componente che indica la massa muscolare.

Rapportando la all’altezza al quadrato si ottiene il BCMI (Body Cell Massa Index), un indice di massa corporea metabolicamente attiva.  A sua volta confrontando questo indice con il BMI (qui un articolo su cos’è il BMI) si ottengono informazioni importanti su quello che è il rapporto tra massa muscolare e massa corporea totale. Per esempio, una persona con BMI alto e BCMI basso è una persona con grasso corporeo in eccesso e con poco muscolo; un soggetto con sia BMI sia BCMI alto è una persona che ha sì un eccesso di grasso corporeo ma ha anche una buona struttura muscolare.

Il valore di ECM invece è indicativo di tutto ciò che non è muscolo, quindi tessuti, plasma, tendini…

Si può poi rapportare l’ECM con la BCM. Valori pari a 0,9-1 indicano una condizione di normalità. Valori <0,9 indicano una condizione di elevata massa muscolare o di perdita di fluidi. Valori >1 indicano invece una situazione di catabolismo o di ritenzione idrica.

  • Angolo di fase

L’angolo di fase è il rapporto tra resistenza e reattanza, ed è un indicatore dello stato fisico e dell’integrità cellulare. valori inferiori al normale (5-10°) indicano catabolismo, malnutrizione, infiammazione e ritenzione idrica. Valori superiori sono invece indice di massa muscolare alta o di disidratazione.

Perché è importante conoscere la propria composizione corporea?

L’analisi bioimpedenziometrica permette di ottenere valori più precisi rispetto al classico peso sulla bilancia. Il peso infatti può essere influenzato da tanti fattori e una perdita di peso non è sempre indice di perdita di grasso. Vediamo alcuni esempi che mostrano l’utilità della BIA.

  • Maria è alta 1,65m e pesa 64kg. Dal calcolo del suo BMI (23,5) il suo peso risulta rientrare nel range del normopeso. Ma su quel numero quanto c’è di grasso e quanto c’è di massa magra? Anche se il peso è normale per l’altezza, potrebbe esserci ugualmente un eccesso di grasso e una carenza di massa muscolare, condizioni dannose per la salute, campanello d’allarme per malattie metaboliche e sarcopenia.
  • Giovanna è alta 1,70m e pesa 72kg. Decide di voler perdere un po’ di peso e abbina un’alimentazione equilibrata ad un piano di allenamento. Dopo due mesi il peso è sceso a 70kg. 2 kg in 2 mesi potrebbe sembrare poco, se si guardasse solo il peso sulla bilancia. Con l’analisi della composizione corporea si potrebbe invece valutare come la quantità di grasso totale in realtà sia scesa maggiormente e al tempo stesso è aumentata la massa muscolare con netto miglioramento della composizione corporea.
  • Andrea è uno sportivo che si allena regolarmente in palestra 3 volte a settimana. In vista dell’estate decide di  di aumentare i suoi allenamenti portandoli a  5 volte a settimana. Nonostante l’allenamento non vede miglioramenti né in termini estetici né in termini di performance, si sente più stanco sia fisicamente sia mentalmente. Effettuando un’analisi BIA quello che si potrebbe vedere è un calo della BCM, cioè della massa muscolare metabolicamente attiva, data da un allenamento eccessivo non supportato da una giusta alimentazione e dal corretto riposo.

Da questi esempi si può capire bene come l’analisi della composizione corporea sia un ottimo strumento per valutare il proprio stato di forma fisica e per monitorare i risultati durante i percorsi di dimagrimento e/o allenamento.

Se sei interessato a scoprire la tua composizione corporea, prenota una visita scrivendomi a dietista.masivalentina@gmail.com o chiamando al 348 2861876.

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